venerdì, 05 giugno 2009

berluscajesus
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categorie: berlusconi, imbecilli e nani


e questo è il cod.:
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APPELLO
DEI GRUPPI RIUNITI DI FACEBOOK
PER
CHIEDERE LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI

http://firmiamo.it/berlusconisidimetta

In Nome del Popolo Italiano,
il Tribunale di Milano, ha condannato l'avv. Mills
a 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari!

Dal testo della sentenza si evince che David Mills:
"... ha certamente agito da falso
testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi ed al Gruppo
Fininvest l’impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli ingenti
profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e
finanziarie illecite compiute sino a quella data..."

Da questo processo e dalle conseguenti responsabilità, Silvio Berlusconi ha ottenuto l'impunità attraverso il Lodo Alfano (L. 124/08), che consente alle quattro più alte cariche dello Stato di ottenere la sospensione dai processi penali pendenti e futuri, nonostante il dettame inderogabile contenuto nell'art. 3 della Costituzione Italiana:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono
eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

In attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla costituzionalità della L. 124/08, il colpevole coinvolgimento del Presidente Silvio Berlusconi in questa vicenda, così come palesato dagli atti processuali e dalla sentenza, unito alle violente invettive contro la Magistratura, potere fondamentale ed autonomo della nostra Repubblica, rende la prosecuzione del mandato istituzionale di questi, in forte contrasto con ogni regola etica e morale di uno Stato di Diritto, costringendo l'Italia ad un corto circuito politico-giudiziario che nega in radice la natura democratica del Governo e la stessa forma Repubblicana dello Stato, stante l'uso privato che l'attuale Presidente del Consiglio, con inaccettabile arroganza, si ostina a fare dei suoi poteri di Capo del Governo e dello stesso Parlamento volgarmente asservito alla sua pretesa personale impunità.

Riteniamo importante ricordare che questa sentenza ne segue altre (queste definitive e non più appellabili) che hanno visto persone alle dipendenze di Silvio Berlusconi condannate per reati vari, prevalentemente a beneficio dello stesso o delle sue aziende (oltre a Mills, Cesare Previti, Salvatore Sciascia, Massimo Maria Berruti, Vittorio Mangano, Marcello Dell'Utri) e che a dimostrazione della contiguità del Presidente Berlusconi o siedono tra le sue fila parlamentari o sono state da lui elevate all'altare degli eroi.
Sia uno che l'altro caso sono indegni di un Presidente del Consiglio.

Con questo appello
noi cittadini italiani onesti, rispettosi della Costituzione e delle leggi della Repubblica Italiana, fermamente convinti che
la politica debba essere fatta con le mani pulite,

chiediamo

l'aiuto di tutta la società civile, di tutta la stampa e di tutte le forze politiche che non vogliano considerarsi complici, affinché aderiscano, in superamento di ogni divisione, al nostro appello e diano vita ad una grande manifestazione nazionale per chiedere

DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI

art. 54della Costituzione Italiana:
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di
osservare la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

postato da: zompilla alle ore 19:19 | link | commenti
categorie: berlusconi, imbecilli e nani
martedì, 14 aprile 2009

<a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/01/berlusconi_mister_unpercento.html" target="_blank"title="Berlusconi, mister unpercento"> <img src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/mister1percento.jpg" border="0"></a>

 

postato da: zompilla alle ore 00:30 | link | commenti
categorie: berlusconi
giovedì, 12 febbraio 2009

su Eluana

Ecco come efficacemente da grande giornalista e scrittore Saviano ha commentato lo schifo di questi giorni. Condivido fino all'ultima virgola!!!

Grazie Roberto e speriamo che in questo paese si rinsavisca presto.

la Repubblica
12 febbraio 2009  

Chiedete scusa a Beppino Englaro

di Roberto Saviano



DA ITALIANO sento solo la necessità di sperare che il mio paese chieda scusa a Beppino Englaro. Scusa perché si è dimostrato, agli occhi del mondo, un paese crudele, incapace di capire la sofferenza di un uomo e di una donna malata. Scusa perché si è messo a urlare, e accusare, facendo il tifo per una parte e per l'altra, senza che vi fossero parti da difendere.

Qui non si tratta di essere per la vita o per la morte. Non è così. Beppino Englaro non certo tifava per la morte di Eluana, persino il suo sguardo porta i tratti del dolore di un padre che ha perso ogni speranza di felicità - e persino di bellezza - attraverso la sofferenza di sua figlia. Beppino andava e va assolutamente rispettato come uomo e come cittadino anche e soprattutto se non si condividono le sue idee. Perché si è rivolto alle istituzioni e combattendo all'interno delle istituzioni e con le istituzioni, ha solo chiesto che la sentenza della Suprema Corte venisse rispettata.

Senza dubbio chi non condivide la posizione di Beppino (e quella che Eluana innegabilmente aveva espresso in vita) aveva il diritto e, imposto dalla propria coscienza, il dovere di manifestare la contrarietà a interrompere un'alimentazione e un'idratazione che per anni sono avvenute attraverso un sondino. Ma la battaglia doveva essere fatta sulla coscienza e non cercando in ogni modo di interferire con una decisione sulla quale la magistratura si stava interrogando da tempo.

Beppino ha chiesto alla legge e la legge, dopo anni di appelli e ricorsi, gli ha confermato che ciò che chiedeva era un suo diritto. È bastato questo per innescare rabbia e odio nei suoi confronti? Ma la carità cristiana è quella che lo fa chiamare assassino? Dalla storia cristiana ho imparato a riconoscere il dolore altrui prima d'ogni cosa. E a capirlo e sentirlo nella propria carne. E invece qualcuno che nulla sa del dolore per una figlia immobile in un letto, paragona Beppino al "Conte Ugolino" che per fame divora i propri figli? E osano dire queste porcherie in nome di un credo religioso. Ma non è così. Io conosco una chiesa che è l'unica a operare nei territori più difficili, vicina alle situazioni più disperate, unica che dà dignità di vita ai migranti, a chi è ignorato dalle istituzioni, a chi non riesce a galleggiare in questa crisi. Unica nel dare cibo e nell'essere presente verso chi da nessuno troverebbe ascolto. I padri comboniani e la comunità di sant'Egidio, il cardinale Crescenzio Sepe e il cardinale Carlo Maria Martini, sono ordini, associazioni, personalità cristiane fondamentali per la sopravvivenza della dignità del nostro Paese.

Conosco questa storia cristiana. Non quella dell'accusa a un padre inerme che dalla sua ha solo l'arma del diritto. Beppino per rispetto a sua figlia ha diffuso foto di Eluana sorridente e bellissima, proprio per ricordarla in vita, ma poteva mostrare il viso deformato - smunto? Gonfio? - le orecchie divenute callose e la bava che cola, un corpo senza espressione e senza capelli. Ma non voleva vincere con la forza del ricatto dell'immagine, gli bastava la forza di quel diritto che permette all'essere umano, in quanto tale, di poter decidere del proprio destino. A chi pretende di crearsi credito con la chiesa ostentando vicinanza a Eluana chiedo, dov'era quando la chiesa tuonava contro la guerra in Iraq? E dov'è quando la chiesa chiede umanità e rispetto per i migranti stipati tra Lampedusa e gli abissi del Mediterraneo. Dove, quando la chiesa in certi territori, unica voce di resistenza, pretende un intervento decisivo per il Sud e contro le mafie.

Sarebbe bello poter chiedere ai cristiani di tutta Italia di non credere a chi soltanto si sente di speculare su dibattiti dove non si deve dimostrare nulla nei fatti, ma solo parteggiare. Quello che in questi giorni è mancato, come sempre, è stata la capacità di percepire il dolore. Il dolore di un padre. Il dolore di una famiglia. Il "dolore" di una donna immobile da anni e in una condizione irreversibile, che aveva lasciato a suo padre una volontà. E persone che neanche la conoscevano e che non conoscono Beppino, ora, quella volontà mettono in dubbio. E poco o nullo rispetto del diritto. Anche quando questo diritto non lo si considera condiviso dalla propria morale, e proprio perché è un diritto lo si può esercitare o meno. È questa la meraviglia della democrazia. Capisco la volontà di spingere le persone o di cercare di convincerle a non usufruire di quel diritto, ma non a negare il diritto stesso. Lo spettacolo che di sé ha dato l'Italia nel mondo è quello di un paese che ha speculato sull'ennesima vicenda.

Molti politici hanno, ancora una volta, usato il caso Englaro per cercare di aggregare consenso e distrarre l'opinione pubblica, in un paese che è messo in ginocchio dalla crisi, e dove la crisi sta permettendo ai capitali criminali di divorare le banche, dove gli stipendi sono bloccati e non sembra esserci soluzione. Ma questa è un'altra storia. E proprio in un momento di crisi, di frasi scontate, di poco rispetto, Beppino Englaro ha dato forza e senso alle istituzioni italiane e alla possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa ancora sperare nelle leggi e nella giustizia. Sarebbe bello se l'epilogo di questa storia dolorosa potesse essere che in Italia, domani, grazie alla battaglia pacifica di Beppino Englaro, ciascuno potesse decidere se, in caso di stato neurovegetativo, farsi tenere in vita per decenni dalle macchine o scegliere la propria fine senza emigrare. È questa l'Italia del diritto e dell'empatia - di cui si è già parlato - che permette di rispettare e comprendere anche scelte diverse dalle proprie, un'Italia in cui sarebbe bellissimo riconoscersi.

© 2009 by Roberto Saviano
Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency

 12 febbraio 2009

 





postato da: zompilla alle ore 17:47 | link | commenti
categorie: attualità, roberto saviano, eluana englaro
mercoledì, 11 febbraio 2009

Su Eluana

postato da: zompilla alle ore 23:28 | link | commenti
categorie: eluana englaro

postato da: zompilla alle ore 23:28 | link | commenti
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non accetto il suo dono

Nei giorni scorsi è successo di tutto nel circo parlamentare. Nani e ballerine si sono esibiti al meglio inscenando pièces teatrali disgustose anche per chi non li conoscesse e non conoscesse la storia recente della nostra Repubblica.
Lo schifo, il disgusto, il vomito che mi hanno suscitato non riesco a esprimerlo con le parole perché non ne trovo nel nostro vocabolario.
E oggi, quando finalmente la povera Eluana ha trovato pace e suo padre ha tirato un sospiro di sollievo dopo un martirio in solitudine durato anni, eccoli di nuovo alla carica per tentare di consumare l'ennesimo attentato alla Costituzione, alla libertà individuale, e alla democrazia.
Con una tracotanza inaudita e un disprezzo di ogni e qualsiasi forma di rispetto della decenza, si sta tentando un colpo di mano senza tener conto della pubblica opinione, dei milioni di cittadini di questo povero paese che, se continua così, è ormai avviato al declino e all'impoverimento oltre che finanziario, culturale e morale.
Sono allarmata, schifata e preoccupata per me e per quelli che verranno dopo di me.
Cosa ci aspetta se un domani, ci trovassimo noi, il popolo della cultura della morte (sic!) in una situazione come quella della povera Eluana?
Penso che molti la pensino come me: io non posso nemmeno pensare lontanamente che il mio corpo, possa venire gestito a mo’ di pupazzo da altri, da persone che mi infilano tubi nel naso, mi girano, mi passano la spugna sul corpo, mi lavano le parti intime, mi scaccolano (?) ancorché con ottime intenzioni e animate da spirito religioso, generosità e abnegazione.
Rifiuto con tutta me stessa con indignazione e con odio queste pratiche che ritengo contronatura. Sì avete capito bene pratiche contronatura! perché il buon dio in nome del quale si fanno le guerre, si uccide ogni giorno da millenni, si tortura e si compiono allegramente i peggiori delitti, non si è sognato neppure lontanamente di pensare ad un supplizio come quello invocato dal partito della vita (sic!) che ha deciso che io devo essere per legge nutrita e idratata finché sorella morte non mi venga a salvare dalla loro pietà ipocrita e puzzolente!
Ma che religione è mai questa? Quale dio, quale mostro di crudeltà, di odio, di disumana barbarie potrebbe volermi vedere così? per anni e anni inchiodata in uno scafandro di carne giacente in una fredda oscurità, buttata esanime sopra un giaciglio, forse cosciente e forse completamente andata di cervello (ma lo spererei vivamente per la mia salute mentale)?!
Chi ha deciso, deciderà che io vorrò rimanere così conciata in questo mondo? Chi può arrogarsi il diritto di fare di me un relitto umano prigioniero di una muta disperazione, senza voce, senza diritto di affermare la mia volontà ancorché espressa anzitempo, ridotta a un mucchio di ossa e di fragilità impotente contro la vessazione di gente che non capisce qual è la vera pietas e si riempie la bocca di sciocchezze solo per farsi vedere qualche minuto di più in televisione.
A questa gente dico di vergognarsi. Solo nella profondità della loro anima nera si potranno trovare le vere ragioni di quanto vanno cianciando senza sosta.
A chi vuole avere a tutti i costi una bambola di carne da vestire, pulire e rigirare dico: andate nei posti dove muoiono a migliaia i bambini perché non hanno né cibo né acqua. Dove madri con i seni flosci e rinsecchiti si disperano con bambini morenti tra le braccia. Andate a portare farmaci, acqua, latte, pane, a questa gente. Andate negli ospedali di guerra ad aiutare i medici.
Là vi vogliono e siete utili.
Togliete le vostre mani da me. Io non vi voglio intorno a me con le vostre litanie. Me la vedo io con il vostro dio che è certamente persona più intelligente di voi e capirà il mio punto di vista e non si offenderà se non accetto il suo dono.
E tornando ai paladini del partito della vita (sic!) con quale arbitrio e a che titolo gente che non mette in pratica i principi della religione di cui si fa portavoce, nè le regole scritte del diritto, si erge a giudice dei giudici, si fa portavoce di un intero popolo (ne rappresenta meno della metà), si permette di scavalcare i poteri istituzionali quali la Magistratura e la Presidenza della Repubblica?
Con quale ardire mi impone di vivere in un paese dove mi è preclusa la libertà di morire?
Un paese dove mi si impone, qualora la sfortuna mi portasse a non poter più esprimere la mia volontà, a diventare una cosa, un oggetto nelle mani di altri da manipolare e gestire a loro discrezione?
Che paese sta diventando l'Italia?
Un paese in cui basta un bisbiglio del partito del papa per mettere in moto una macchina che travolge tutto: poteri istituzionali, diritto, libertà!
Questo è ciò che si sta costruendo. E io non voglio!
Non voglio vivere in un paese che mi fa sentire una cittadina non alla pari con i cittadini dell'Europa che ci guarda come un paese di Pulcinella, un fenomeno da baraccone, uno stato da cabaret.
Io non mi sento tutelata e rispettata in un paese così e più che mai lo avverto in questo momento.
Non possiamo permettere che sia dato un ulteriore colpo di scure al diritto, alla libertà e alla democrazia.
Eluana potrei essere io. Potrebbe essere il mio vicino, un parente.
Eluana siamo tutti noi.
Eluana non avrebbe voluto diventare un pretesto politico per acquisire consensi, per appiattire in nome di una finta morale, in un'ammucchiata unica, gente con la pelliccia da agnello ma con i denti affilati e le ganasce da lupo, improvvisamente pronta a ergersi a giudice, a condannare un padre che è solo da ammirare per il suo calvario.
Questa gente crede di dovermi imporre le sue idee, la sua visione della vita e della morte, la sua morale.
Io non posso accettarlo e mi ribello.
Sarà un giorno molto triste quello che dovesse vedere l'affermazione di una legge così sciagurata.
Scrivo queste righe anche per testimoniare tutto il mio sostegno e la mia solidarietà di cittadina che non vuole essere suddita al nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
E intanto faccio presente a questi signori che stanno in Parlamento (fra i quali ci sono molti inquisiti e alcuni condannati per vari reati e per mafia) che essi stanno lì per farsi portavoce di noi tutti e devono governare per garantire la libertà di tutti e le scelte di tutti. Non imporre la loro volontà, la loro visione della vita, dello Stato, delle Istituzioni.
Essi stanno lì anche per dare la possibilità a chi vuole vivere prigioniero di uno scafandro di farlo. Ma devono dare la stessa possibilità di scelta a chi avrebbe orrore di restare in una sospensione ignobile che non è morte ma certo vita non è.
Chi è questa gente per impormi un tale supplizio, una condanna di una crudeltà senza pari?!
In nome di quale dio, di quale credo religioso?
Quale dio potrebbe darmi come dono una vita che è una mela avvelenata? peggio di una sentenza di ergastolo sine die. Mi vengono i brividi solo a pensarci. Mi sento male.
C’è chi pensa che la vita sia solo respirare (magari attaccato a una macchina) alimentarsi con intrugli di farmaci (magari con un tubo ficcato nella pancia) e permanere come un guscio vuoto in un giaciglio sottraendo risorse alla comunità e togliendo spazi vitali a chi è veramente vivo. Non condivido tutto questo e mi sembra pura follia rimanere attaccati a questa forma di vita saprofitica.
Lascio comunque la libertà a chi lo volesse, di usufruire di quanto la tecnologia medica gli mette a disposizione.
Ma rivendico con forza, con determinazione il mio diritto sancito dalla Costituzione, di poter essere io e io soltanto a decidere se accettare o no l’alimentazione e l’idratazione forzate qualora non fossi più in grado di farlo autonomamente.
E per questo chiedo a tutti gli spiriti liberi di questo paese di unirsi in un'unica voce che dica NO alla inciviltà, alla barbarie di chi vuole unificare i pensieri, le convinzioni personali in nome di un’etica pelosa, di divinità dai connotati antropomorfi che mai si sognerebbero di far soffrire così un loro manufatto, una loro creatura.
Io sono per la vita, quella vera non per un partito. Perché non esiste, non può esistere nessun partito della vita o della morte. Sono solo baggianate di piccoli uomini che vogliono farsi portavoce di cose più grandi di loro suscitando le risate della divinità oltre che le nostre.








postato da: zompilla alle ore 23:20 | link | commenti
categorie: eluana englaro
lunedì, 10 novembre 2008

dio ci salvi

postato da: zompilla alle ore 18:10 | link | commenti
categorie: attualità, berlusconi, imbecilli e nani

Sognando un Obama

    

Siamo imbecilli con laurea: per forza in Italia anche per essere imbecilli ci vuole la laurea! Ma prima non eravamo coglioni? Beh si può sempre peggiorare no. Ora siamo coglioni-imbecilli! Che bello! Meglio che essere nani affetti da delirio di onnipotenza che si sono bevuti il cervello, straparlano e credono di essere immortali. Siamo in un paese governato da vecchi, alcuni decrepiti.

In parlamento siedeono delle vere e proprie cariatidi  che non ce la fanno nemmeno a camminare. Molte di esse dovrebbero stare a casa a fare i nonni; ammesso che abbiano buoni insegnamenti da dare.

 Per essere allegri data la situazione meravigliosa che stiamo vivendo e raccogliendo il suggerimento di un uomo pieno di brio qual è Dell'Utri, dico che dobbiamo ridere. Ma certo ridiamo per il lodo Alfano, per le figure di merda che stiamo facendo all'estero, per come ci vedono in Europa e in USA: un paese da barzelletta... ridiamo per la recessione, per la disoccupazione, per la camorra e per la mafia (che secondo dell'Utri non esiste), ridiamo per la giusticzia che non funziona... alè siamo così allegri che ci sganasciamo appena apriamo gli occhi e ci alziamo dal letto. Siamo allegri per gli sperperi della CASTA che in tempi di vacche magre si aumenta gli stipendi e scialacqua alla faccia nostra, tanto siamo coglioni e imbecilli... che altro se no? Tanto per ridere e per fare battute, cari imbecilli-coglioni non vi sentite onorati di essere governati da una persona che racchiude in sè tante doti che non c'è bisogno che i governati ne abbiano altre. Bastano quelle che ha lui e servono per tutti noi che siamo così imbecilli e coglioni e dobbiamo guardare, ascoltare e tacere. Certo deve parlare solo lui, il genio, l'unto, l'inviato del padreterno, l'ispirato, il messia della politica, l'uomo che risolve tutti i problemi, il mago, quello con i superpoteri, Superman.

Tanto per sorridere e fare un pò di cabaret come vuole lui: quando si guarda allo specchio cosa vede? Forse che vede quello che vediamo noi, poveri imbecilli... una figura tozza con un busto erorme cilindrico gambe corte, testa enorme, viso flaccido con enormi orecchie che sembrano messe lì attaccate con lo scotch, un naso grosso e due occhi piccoli che a seconda di momenti e circostanze sono pieni di furbizia e autocompiacimento oppure pieni di odio e di furore. Noi imbecilli-coglioni quando ci alziamo e dobbiamo combattere con le mille cose che non funzionano in questo paese,  pensiamo a come sarebbe bello se non vivessimo in un paese che "non è un paese per giovani" ma è diventato un paese per vecchi, una enorme Baggina (che è l'ospizio per i milanesi). Il parlamento italiano, cari imbecilli-coglioni è una enorme baggina. Al posto degli scranni ci vorrebbero tante carrozzine. Invece della bouvette, degli ambulatori geriatrici. E in giro tanti dispenser di pannoloni.
Noi imbecilli-coglioni, ce lo sogniamo un bell'uomo aitante-abbronzato-intelligente-onesto-idealista-sincero-non mafioso-trasparente-ambientalista-che vuole essere uguale a tutti e non vuole privilegi!

Quanto dovremo ancora sognare, vergognarci, sentirci umiliati, schiacciati, spernacchiati, derisi, quanti anni dovremo avere questa CASTA di nonni, di anziani che hanno gli scranni incollati al sedere. Per quanti anni dovremo subire di essere governati da un parlamento pieno di pregiudicati, alcuni condannati per mafia, da gente che va solo per fare affari e difendere i propri interessi? Possibile che da noi non sia ancora nato un piccolo Obama che sta crescendo e magari alle prossime elezioni si fa avanti? Forse dobbiamo completare il ventennio per poi iniziare una nuova epoca... chissà! 

                                             

true superman

Giovani svegliatevi: non avete ancora capito che siete voi a dover agire? Siete voi che dovrete governare il paese nei prossimi anni se finalmente i nonni lasceranno le amate poltrone. .. ci vuole la rivoluzione pacifica delle idee. Ci vuole la voglia di cambiare. Ci vogliono i nuovi valori. Ci vuole onestà, trasparenza, chiarezza. Con i valori si sconfiggono le mafie, gli strapoteri, le ingiustizie, i malgoverni, le leggi ad personam, i conflitti di interesse.

Come per gli americani, dopo anni di impopolarità e di accuse di imperialismo, per noi popolo di imbecilli-coglioni arriverà il giorno in cui potremo andare a testa alta senza doverci vergognare dei nostri governanti da barzelletta ma finalmente rappresentati da persone che ci stimano e non ci trattano a pesci in faccia, persone che rispettano le istituzioni e sanno che il loro è un mandato che gli è stato dato dal popolo e che al popolo devono dar conto in quanto nostri dipendenti e non viceversa.

 Per essere bravi sudditi dovremmo essere così:                   

 

 

postato da: zompilla alle ore 10:30 | link | commenti
categorie: attualità, imbecilli e nani

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